Federico Vezzani , nel marzo del 1894, si accorse che nel suo orto, in Via Ravaglio, cresceva un radicchio di <<inusitata grandezza>>. Non potendolo tenere per sè, fece spargere la voce, così da richiamare l’attenzione dei compaesani e tutta carpi.

Così grande fu il richiamo di curiosi, tant’è che innalzò una piccola recinzione intorno ad esso  richiedendo una “quota d’ingresso” ai visitatori. Ma era davvero un “radèt”?

1894 Il radicchio di Migliarina

 

Se è vero che anche i luoghi hanno un'anima, quella di Budrione e Migliarina la custodisce con cura e passione la maestra a riposo Annamaria Loschi. E' stata lei, con altri volontari, a costruire intorno al tema della salvaguardia dell'identità delle due frazioni l'Associazione Memoria Storica: un sodalizio che funziona da punto di ritrovo e recapito per ricordi personali, documenti, fotografie di chi ancora risiede qui o, pur essendosi trasferito a Carpi o in altre località, non vuole allentare i legami con la località d'origine. Dal lavoro dell'Associazione e della maestra Loschi è uscita una seconda opera “Due asili, due storie” frutto di una ricerca molto impegnativa sull'asilo dell'Opera Pia Elvira Segrè di Budrione e Migliarina: il libro si sviluppa come un racconto gradevole, nel quale le notizie inedite sulla storia prima dell'asilo Segrè e poi di quello parrocchiale aperto nel 1951, vengono inserite nel contesto dei grandi cicli storici del Novecento, riassunti con notevole capacità di sintesi dall'autrice.