Salesio Schiavi, una biografia

Nei giorni scorsi il giornalista Roberto G Rolando ha pubblicato sul Resto del Carlino una breve biografia del cortilese Salesio Schiavi, che qui riproponiamo

Una sera d’estate, sul finire della guerra, l’avvocato carpigiano Salesio Schiavi fu fermato da alcuni partigiani al Passo dell’Uccellino. Il legale era in bicicletta. I partigiani gli chiesero la carta d’identità su cui, accanto alla professione, era scritto ‘dottore’. Credendolo medico, fu lasciato passare. Disse poi l’avvocato Schiavi: «Se avessero riconosciuto nel dottore l’ex onorevole Schaivi, credo che il mio corpo sarebbe andato a concimare una delle tante viti nel greto del Secchia». Liberale, cattolico, nel 1921 si iscrisse al fascismo e dopo la Liberazione ottenne l’apprezzamento più gradito dal nuovo Sindaco di Carpi Bruno Losi di opposte idee politiche il quale affermò di non aver rilevato assolutamente nulla di irregolare nell’amministrazione di Schiavi. Schiavi rimase Sindaco di Carpi fino al 1925 e ne fu Podestà dal 1934 al 1939. Schiavi cercò tra l’altro di ampliare l’esiguo verde del centro storico facendo piantare alberi nel Parco delle Rimembranze dove fece collocare un numero di alberi corrispondente ai soldati carpigiani caduti durante la prima guerra mondiale. Un po’ come avvenne in molte città tra cui cui Modena. Fu anche deputato in Parlamento dal 1929 al 1934 e Presidente, fino al 1944, della Banca Popolare di Modena e poi dal 1961 al 1967 fu presidente dell’Associazione provinciale agricoltori. Condusse una vita semplice e schiva nella sua villa di Cortile. Il momento più problematico della sua esistenza fu la morte del figlio Paolo in seguito ad un incidente stradale il 19 luglio del 1958. In suo ricordo volle dedicare un oratorio a San Paolo. Raggiunse l’età di 93 anni: morì a Cortile il 23 maggio 1982.