Cenni storici

 Budrione, una variante di “budria”, significa bassura, valle: l'origine della villa è incerto, ma l'etimologia latina di Budrione riporta il suo nome al “butrium”, cioè un grande fossato di irrigazione e difesa di uno spazio di insediamento coloniale, ipotesi supportata dai ritrovamenti di epoca romana che legano il territorio alle frequenti opere di canalizzazione e alla lotta secolare contro la palude sempre incipiente. La presenza di una decima relativa ai territori di Budrione, versata alla Pieve di Carpi (sottoposta a Reggio) segnala l'esistenza della villa già a partire dal 1050; Budrione viene poi ceduta dai monaci a Marco Pio e, dopo un lungo legame con la famiglia Pio prima e con gli Este poi, nei primi anni del XVI secolo passa sotto la giurisdizione completa della chiesa carpigiana. Dopo la peste del 1630 che vi fa grande strage, nel 1650 l'antica pieve viene demolita e sostituita da quella attuale, notevolmente modificata nel corso dei secoli successivi. In seguito alla proibizione della lavorazione del truciolo a Budrione, vocata principalmente alla coltivazione agricola, le sue valli conoscono nel '900 la produzione industriale del riso e di altre colture. Il 12 febbraio 1945 vi si svolge la c.d. battaglia di Budrione, nel corso della quale muore Angelo Cavalletti, comandante partigiano e Medaglia d'Argento al valore militare. Ad oggi, imprortanti tracce di storia si ritrovano in tutto il territorio della frazione: dalla “Spuntona” (torre cinquecentesca di avvistamento) nella via omonima, alla chiesa settecentesca dedicata alla Conversione di S. Paolo, passando per  il monumento ai caduti partigiani  all'incrocio tra via Arginello e via Bentivoglio. Tuttora a Budrione è aperto un bocciodromo costruito nel 1970, dove annualmente vengono organizzate gare internazionali, tra le quali il “Pallino d'oro” e “Messaggerie Emiliane”.
[Fonte: A. Garuti – D. Colli, Carpi. Guida storico-artistica, Il Portico - Carpi 1990; C. Truzzi, Breve storia di Budrione, Carpi 1990]

1934 Carpi MO Tenuta agricola a Budrione future risaie

Il toponimo deriva presumibilmente dalla voce prelatina, butrium, cioè “fosso”, affine nel significato al greco bothros, burrone, avvallamento o fossato.
Nel territorio sono documentati insediamenti dell'età del ferro (VI-V secolo a.C.) e di epoca romana, tra cui l'importante villa urbano-rustica scavata nel 1987 nei pressi di via Bastiglia.
Nel secolo XI Budrione dipendeva dalla diocesi di Reggio ed era feudo dei Canossa. In un diploma dell'imperatore Enrico II, datato 1022, è menzionata l'antica cappella che si ergeva all'interno di un luogo fortificato, sopra una “motta” tra l'attuale via Chiesa Vecchia e la Fossa Nuova: in Butrione capellam unam cum sua pertinentia.
Nel 1071 la contessa Beatrice, madre di Matilde di Canossa, donò la curtis di Budrione, con il castello e la chiesa all'abbazia benedettina di Frassinoro, donazione che fu confermata nel 1164 dall'imperatore Federico I.
Il castello di Budrione ebbe alterne vicende e diversi padroni. Nel 1322 fu occupato e distrutto da Passerino Bonaccolsi, signore di Mantova, riedificato alla metà del secolo da Giberto da Fogliano, passò nel 1374 a Giacomo Pio, figlio di Galasso, che con il fratello Antonio era entrato in conflitto con i fratelli maggiori Marsilio e Giberto per il  predominio su Carpi. Nei primi anni del XV secolo le ville di Budrione e Migliarina entrarono definitivamente a far parte dello stato dei Pio, cedute a Marco Pio dai monaci di san Prospero di Reggio.
Il castello di Budrione fu demolito in epoca estense, alla fine del Cinquecento, rimanendo solo la torre, poi abbattuta nel 1838 per far posto ad una «casa rustica con stalla», come ricorda Giuseppe Saltini nella sua “Cronaca di Carpi”.
Nel 1630 la popolazione di Budrione veniva decimata dalla pestilenza che aveva fatto moltissime vittime in questa villa più che altrove. Nel 1650 l'antica chiesa di Budrione - elevata nel frattempo a parrocchia -  venne demolita e sostituita dall'attuale, intitolata alla Conversione di san Paolo apostolo, modificata più volte nel corso dei secoli, elevata ad arcipretura nel 1921.
Il 2 febbraio 1803, in epoca napoleonica, fu istituita la Municipalità di Migliarina con Budrione, inserita nel Cantone di Carpi (poi distretto di Carpi dal 1804). Nel 1815, sotto il restaurato governo austro-estense, la Municipalità fu soppressa e le due Ville nuovamente accorpate al Comune di Carpi. Tra Otto e Novecento Budrione seguì le vicende del capoluogo, mentre nelle sue valli si cercò di incrementare la produzione di riso e altre colture; negli anni Cinquanta buona parte della popolazione attiva era impiegata nel settore dell'agricoltura e Budrione costituiva una piccola comunità autosufficiente, con negozi, forni, attività artigianali, un medico condotto e una levatrice. Un piccolo nucleo abitativo permaneva anche nelle valle di Budrione, in località “Botteghino”, con una scuola e attività commerciale.
Altri avvenimenti storici da ricordare sono la battaglia di Budrione e a manifestazione che le donne del luogo fecero durante il rastrellamento del marzo 1945.

[Fonte: Fonti: A. Garuti, D. Colli, Carpi: guida storico-artistica, Carpi, Il Portico, 1990. E. Malvezzi, Parrocchia della Conversione di San Paolo, Budrione, in Storia della Chiesa di Carpi, vol. II, Modena, Mucchi, 2007, pp. 403-405.  A.M. Ori, voce Pio in "Dizionario Biografico" Treccani,  G. Saltini, Cronaca di Carpi (1796-1863), Modena, Mucchi, 2005, p. 293]

1946 Budrione pausa pranzo durante i lavori di espurgo del canale Fantozza. si pranza sul posto di lavoro